Referendum Costituzionale 2026: l'Alta Corte Disciplinare

05.03.2026

Abbiamo visto qui che i nuovi due CSM proposti dalla riforma si occuperebbero solo di assunzioni, trasferimenti , promozioni e non più del potere disciplinare sui magistrati che prima deteneva il "vecchio" CSM, vale a dire il potere di giudicare sulle eventuali responsabilità dei magistrati.

Ma allora chi giudicherebbe i magistrati che sbagliano?

Uno dei pilastri della riforma costituzionale della giustizia riguarda la responsabilità dei magistrati. Oggi, se un giudice o un PM commettono un illecito disciplinare nell'esercizio delle loro funzioni, vengono giudicati da un'apposita sezione del CSM, composta da loro colleghi.


La novità: L'Alta Corte Disciplinare


La riforma propone l'istituzione di un organo completamente nuovo e separato dai due CSM (di cui abbiamo parlato nel post precedente): l'Alta Corte Disciplinare.

Composizione: sarà formata da magistrati e da membri "laici" (avvocati e professori) estratti a sorte tra un elenco di nomi autorevoli.

Funzione: giudicherà in via esclusiva tutti gli illeciti disciplinari di magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari.

CHI SOSTIENE IL SI: con l’Alta Corte si garantisce che chi giudica i magistrati sia un organo realmente terzo e non essendo interna al CSM la Corte non sarà poi soggetta alle logiche di corrente o alle dinamiche politiche interne alla magistratura.
CHI SOSTIENE IL NO: nell'Alta Corte Disciplinare sarebbe prevalente la componente che proviene dalla magistratura di legittimità, lasciando fuori i giudici di merito, che sono quelli che più di ogni altro vivono ogni giorno poi le problematiche organizzative degli uffici di giudiziari.


Conclusione


Un voto per una Giustizia più trasparente


Con l'analisi dell'Alta Corte Disciplinare si chiude il nostro viaggio tra i pilastri del Referendum 2026. Abbiamo visto come la Separazione delle Carriere, il Sorteggio del CSM e la nascita di un organo disciplinare terzo non siano semplici tecnicismi, ma tasselli che per la riforma dovrebbero raggiungere un unico grande obiettivo: restituire al cittadino un Giudice che sia realmente "terzo", indipendente da logiche di potere e responsabile del proprio operato.

E’ davvero così?

O è un altro modo per sfuggire ai veri problemi della giustizia - che cosi rimmarrebbero ancora una volta insoluti - come ridurre i tempi di durata dei processi , tema che sta molto a cuore ai cittadini ed agli utenti del sistema giustizia?

La giustizia è un bene comune ed il voto di marzo è l'occasione per decidere che volto darle per i prossimi decenni.


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